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Cinema e fotografia nella computer grafica
Criteri e metodi cinematografici adottati dalla computer grafica: fotografia, sceneggiatura, regia
by Lillo Sorce
aka elle esse

« Realtà o finzione »

 

Realtà o finzione

 Tempo fa fui invitato in uno studio d’animazione. Stavano lavorando ad un teaser. C’erano delle automobili da corsa dentro un’officina meccanica. Modellazione impeccabile, texture curate al massimo... Doveva essere un interno/notte.  Il regista gridava come un ossesso perchè facendo delle prove di rendering non era per niente soddisfatto.
 Quei poveri ragazzi erano andati a vedere l’officina di riferimento e impostarono i punti luce nel medesimo modo dell’officina reale: dieci neon nel soffitto e due sulla parete degli attrezzi. Cercarono di cambiare un po il colore e la densità delle luci, ma il regista continuava a gridare.

 Dove stava il problema? Era tutto così perfetto!?
 La domanda da fare era un’altra: Come avrebbe impostato le luci un direttore di fotografia in un set reale? Si sarebbe accontentato di quei neon del soffitto? Non credo.
 Se così fosse, tutta l’industria d’illuminotecnica cinematografica non avrebbe motivo di esistere. Eppure abbiamo ancora bisogno di loro e delle loro invenzioni. Perchè?

La risposta è semplice: i due obbiettivi stereoscopici che il buon Dio ha installato nella nostra testolina, sono molto più potenti di qualsiasi marchingegno che l’uomo abbia mai inventato.

 Quindi? Ecco un esempio banale ma efficace: un fotografo ed un cameraman stanno immortalando l’ingresso in chiesa della sposa. Lei, bellissima, accompagnata dal papà sta per entrare.
 Tutti gli invitati in piedi dentro la chiesa vedono benissimo la sposa, ma i nostri due operatori hanno un problema da risolvere. Dietro la sposa c’è un bel cielo azzurro e s’intravede l’orologio del vecchio castello, ma il cielo fuori è molto più luminoso dell’interno della chiesa.
 Hanno praticamente la sposa in contro luce. Devono fare velocemente una scelta: esporre bene la sposa e rinunciare al cielo? Cosa faranno i nostri eroi? L’accendiamo? Ma si!

 Il cameraman non vede l’ora di usarlo. Ha speso circa 300 euro per posizionare quel bel faretto da 150 watt sulla camera. Adesso può tranquillamente esporre benissimo il cielo e dare, con la luce del faretto, una piccola schiarita alla sposa. Eppure gli invitati vedono tranquillamente sia la sposa che il cielo, come mai?

 

Luci


 Credo che abbiamo già capito una semplice verità: le camere non vedono come i nostri occhi. Non dimentichiamolo mai. Quindi? Realtà o finzione? Per un buon fotografo osservare la realtà è fondamentale, ma non potrà mai rappresentare quella realtà senza “bleffare”.

 Ritorniamo nella nostra officina. Anche se non sembrerebbe la situazione è molto simile. Stesso tipo di problema: tetto luminosissimo e macchine buie. Dobbiamo “bleffare”.
 Come? Aggiungendo tantissima altra luce e facendo diventare quei neon, semplici decori luminosi. Per la ripresa reale sarà un bel problema: cavi, stativi, lampade, ombre.  Per lw? Un gioco da ragazzi, tanto è tutto invisibile!

Bene. La prossima volta creeremo un buio pesto, basteranno tre fari da mille watt?

LS

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