Realtà o
finzione
Tempo fa fui invitato in uno studio d’animazione.
Stavano lavorando ad un teaser. C’erano delle
automobili da corsa dentro un’officina meccanica.
Modellazione impeccabile, texture curate al massimo...
Doveva essere un interno/notte. Il regista
gridava come un ossesso perchè facendo delle
prove di rendering non era per niente soddisfatto.
Quei poveri ragazzi erano andati a vedere l’officina di riferimento
e impostarono i punti luce nel medesimo modo dell’officina reale: dieci
neon nel soffitto e due sulla parete degli attrezzi. Cercarono di cambiare un
po il colore e la densità delle luci, ma il regista continuava a gridare.
Dove stava il problema? Era tutto così perfetto!?
La domanda da fare era un’altra: Come avrebbe impostato le luci un
direttore di fotografia in un set reale? Si sarebbe accontentato di quei neon
del soffitto? Non credo.
Se così fosse, tutta l’industria d’illuminotecnica cinematografica
non avrebbe motivo di esistere. Eppure abbiamo ancora bisogno di loro e delle
loro invenzioni. Perchè?
La risposta è semplice: i due obbiettivi
stereoscopici che il buon Dio ha installato nella
nostra testolina, sono molto più potenti
di qualsiasi marchingegno che l’uomo abbia
mai inventato.
Quindi? Ecco un esempio banale ma efficace:
un fotografo ed un cameraman stanno immortalando
l’ingresso in chiesa della sposa. Lei, bellissima,
accompagnata dal papà sta per entrare.
Tutti gli invitati in piedi dentro la chiesa vedono benissimo la sposa,
ma i nostri due operatori hanno un problema da risolvere. Dietro la sposa c’è un
bel cielo azzurro e s’intravede l’orologio del vecchio castello,
ma il cielo fuori è molto più luminoso dell’interno della
chiesa.
Hanno praticamente la sposa in contro luce. Devono fare velocemente una
scelta: esporre bene la sposa e rinunciare al cielo? Cosa faranno i nostri eroi?
L’accendiamo? Ma si!
Il cameraman non vede l’ora di usarlo. Ha
speso circa 300 euro per posizionare quel bel faretto
da 150 watt sulla camera. Adesso può tranquillamente
esporre benissimo il cielo e dare, con la luce
del faretto, una piccola schiarita alla sposa.
Eppure gli invitati vedono tranquillamente sia
la sposa che il cielo, come mai?
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Credo che abbiamo già capito una
semplice verità: le camere non vedono come
i nostri occhi. Non dimentichiamolo mai. Quindi?
Realtà o finzione? Per un buon fotografo
osservare la realtà è fondamentale,
ma non potrà mai rappresentare quella realtà senza “bleffare”.
Ritorniamo nella nostra officina. Anche se non sembrerebbe
la situazione è molto simile.
Stesso tipo di problema: tetto luminosissimo e
macchine buie. Dobbiamo “bleffare”.
Come? Aggiungendo tantissima altra luce e facendo diventare
quei neon, semplici decori luminosi.
Per la ripresa reale sarà un bel problema:
cavi, stativi, lampade, ombre. Per lw? Un gioco
da ragazzi, tanto è tutto invisibile!
Bene. La prossima volta creeremo un buio pesto, basteranno tre fari da mille watt?
LS
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