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Cinema e fotografia nella computer grafica
Criteri e metodi cinematografici adottati dalla computer grafica: fotografia, sceneggiatura, regia
by Lillo Sorce
aka elle esse

« Interno/Notte »

Interno/Notte

 Nell'estate del duemila e dieci, ho avuto il piacere di dirigere la fotografia in un cortometraggio di un carissimo amico.
“Il racconto di Julio”, il film di Silvio Licata, è stato girato con due Canon 550D, 4 spot da 800 watt, due ombrelli e un dolly, sia con binari retti che circolari. Alcune scene sono state girate in un mobilificio di notte (comprese le scene diurne), altre in un vecchio palazzo comunale di Comitini (AG).
La scena che esamineremo in questo articolo è la numero 1.

scena1 - studio di Julio - interno/notte

 La sceneggiatura ci dice che siamo nel vecchio studio dello scrittore. È notte. Julio sta per raccontare la sua storia. È illuminato da un'abat-jour. Alle sue spalle il balcone aperto ci fa intravedere le piccole luci della città dormiente.

Facile, no?!
Niente di più semplice: un tavolo, un'abat-jour, una sedia. Facciamo sedere il nostro uomo, accendiamo l'abat-jour, e cominciamo a girare.

“Mooootoooreeee!”

“Aspetta un attimo... qui non si vede un tubo, bella la luce sul viso, ma tutto il resto del
corpo è tutt'uno col buio più profondo... e la luce della luna che entrava dentro che fine ha
fatto?”
“Apriamo i diaframmi?”
“Aumentiamo gli ISO?”

Riusciranno i nostri eroi a girare il primo take?

Su due piedi sembrerebbe una scena semplice, (immaginiamo su treppiedi come diventerebbe :)) ma in realtà lo è.

Con l'aiuto del nostro grande Tony, alias DM67, abbiamo ricreato la stessa scena in lw per vedere praticamente ogni problema e la sua soluzione. Naturalmente la scena è stata creata per facilitarci la comprensione delle luci, quindi, modellazione, texture e tutto il resto non sono per niente curate.

Nella scena allegata e nelle immagini 3 e 4 potete notare la presenza di 4 luci:

1) In fotografia viene chiamata “luce principale” o “di taglio”. Simula la direzione della lucepiù importante. Può essere messa in qualsiasi posizione e può essere qualsiasi tipo diluce, point, distant, spot. Il suo colore e la sua densità, determinerà la sua natura. Nel nostro caso è una point (gialla) e simula la luce dell'abat-jour.

2) Viene chiamata “luce di testa” o “controluce”. Serve a staccare il personaggio dallosfondo. Sempre presente nei film americani. In questa scena, simula la luce della lunache entra dal balcone. La sua densità deve essere almeno il doppio della principale, avolte può diventare la principale stessa, per creare un effetto silouette. In questo caso èdi colore blu, per simulare la notte.

3) “Schiarita”. Prende il colore dell'ambiente. Solitamente è una luce pannellata o riflessa. Può essere posizionata sulla camera o nel lato opposto della principale. Serve per schiarire le parti ombrose e la sua densità sarà almeno la metà della principale fino adarrivare a zero.

4) Solitamente è la luce di “fondo”. Serve appunto per illuminare lo sfondo e la si puòusare in diversi modi. Per realizzare questo fotogramma l'abbiamo posizionata dietro, utilizzandola come rinforzo per la luce di testa.

Nella scena di lw abbiamo le stesse luci della scena reale e il risultato, come potete notare, è molto simile. Abbiamo avuto bisogno di 4 spot da mille watt per creare il buio.

Queste quattro luci, (principale, schiarita, testa e fondo) saranno sempre indispensabili per creare una fotografia corretta.

La loro posizione, il loro colore e la loro densità determinano l'atmosfera di una scena, il calore o la drammaticità della stessa e rispondono ad un paio di domande:
Dove siamo?
É una luce naturale o artificiale ad illuminare la scena?
È giorno o notte?

Il racconto di Julio

2 - Render

3 - Screen: Top View

4 - Screen: Side View

Il numero di queste luci può cambiare, secondo la grandezza del set e la quantità dei personaggi.
Nel cinema, a differenza della televisione, le luci vengono impostate ad ogni inquadratura, quindi, nella stessa scena cambieranno posizione e densità per ogni inquadratura diversa.
I cambiamenti saranno leggeri e ad essere interessati saranno soprattutto “testa” e “schiarita”.

 Adesso, ringraziando Tony per il suo meraviglioso contributo, vi inviterei a giocare un po' con la nostra scena: proviamo a farla diventare un interno/giorno, spostiamo le luci, cambiamo colore e densità, ma non facciamolo a caso, facciamolo dopo aver deciso cosa vogliamo e tenendo conto di creare situazioni credibili.
 Nel prossimo articolo toccheremo un po di più i colori e la loro temperatura.
Buon lavoro a tutti.

LS

 

(Content: Interno-Notte_Scena1_Content.zip)

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