
Fotogramma da 'Il
racconto di Julio' - Regia di Silvio Licata, fotografia
di Lillo Sorce
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Introduzione
Generalmente, quando si parla di fotografia,
anche in un forum di computer grafica, si finisce
col parlare di macchine fotografiche: risoluzioni,
velocità, robustezza, colore, bianco e nero,
obbiettivi, marche... Perdendo di vista il lato
più bello di questo affascinante mondo:
la luce, l’inquadratura, le atmosfere.
Concetti che vanno al di là della macchina fotografica in se,
concetti che, una volta assimilati, ti permettono di “fotografare” con
qualsiasi strumento: macchine fotografiche, cineprese, camere virtuali di software 2D o 3D.
Disegnare con la luce, comunemente chiamato fotografare, è il
mestiere più bello del mondo, e personalmente ho il piacere di farlo
(per necessità lavorative) già da diversi anni. Non vedo molta differenza tra illuminare un set
cinematografico e una scena in lw. Le regole sono simili, i concetti non
cambiano.
Cambiano un po’ gli strumenti, in lw sono un po’ più leggeri
e non ci si stanca a trasportarli da un set all’altro, non riscaldano,
sono invisibili alla camera e cosa meravigliosa, non hanno fili.
Questa grande affinità tra fotografia “virtuale” e “reale” mi
spinge a voler condividere, con questa meravigliosa comunità di
lwita, alcuni concetti basilari di fototografia ed inevitabilmente di
regia (le due cose sono troppo legate tra loro e vedremo presto il perché).
Ci faremo delle domande cercando delle risposte semplici, pratiche. La
prima domanda importante che sconvolgerà il nostro modo naturale di
pensare è questa: illuminando
una scena, devo cercare di simulare la realtà o il cinema? Realtà o
finzione?
Alla prossima.
LS
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