
In
un periodo di annunci, release e aggiornamenti di motori
di rendering di terze parti, che spopolano ormai tra tutti
i pacchetti di grafica tridimensionale, credo sia d'obbligo
valutare ciò che questi ultimi offrono di base, per
capire la reale necessità di acquistare o meno un
motore esterno. Ciò è ancor più lecito
se il programma che usiamo è LightWave 3D, il quale
da sempre implementa un motore proprietario che -qualitativamente
parlando- non ha rivali tra i motori interni.
Certo è che in ambito produttivo la qualità
è importante, ma altrettanto lo è la velocità
di resa. A tal proposito, il motore di LightWave è
spesso stato oggetto di critiche a causa di una certa lentezza,
fin dal suo rinnovo iniziato dalla versione 6. E allora:
come si è evoluto nel tempo il motore di casa Newtek?
Per dare risposta a questa domanda, è stata fatta
un'analisi dei tempi di rendering di diverse scene in varie
versioni di LightWave dalla 6.0 in poi. In particolare,
le versioni prese in esame sono le seguenti:
- LightWave 6.0
- LightWave 6.5b
- LightWave 7.0b
- LightWave 7.5d
- LightWave 8.0.1
- LightWave 8.2.1
Le scene usate nei test sono quelle presenti nei contenuti
dei cd di installazione di LightWave; in particolare, quelle
scelte sono le seguenti:
- DOF.lws
- Nebulae.lws
- Radiosity-ReflectiveThings.lws
- Radiosity-Things.lws
- RayTrace.lws
- Tracer-NoRadiosity.lws
- Tracer-Radiosity.lws
- Textures.lws
- Variations.lws
Per ogni scena è stato eseguito almeno un render
alla risoluzione di 640x480; per osservare meglio i cambiamenti
nei tempi di calcolo, alcune di esse sono state renderizzate
anche a risoluzioni superiori, come 1024x768 o 2048x1536.
Inoltre, sono stati fatti dei confronti qualitativi sull'immagine
risultato del rendering: in questo caso, per ogni scena
si è tenuto come riferimento l'immagine prodotta
dall'ultima versione disponibile di LightWave, ovvero la
8.2.1; tutte le altre sono state sovrapposte a questa, evidenziando
le differenze grazie al metodo di fusione dei livelli “Difference”
di Adobe Photoshop.
Le prove sono state eseguite su un PC assemblato dotato
di WindowsXP Professional SP2 e dei seguenti componenti
hardware:
- AMD Athlon64 3500+ (Socket939)
- Asus A8V (VIA K8T800)
- 2x DDR 512Mb 400Mhz (configurazione Dual Channel)
- 2x Hard Disk SATA Hitachi Deskstar 7k250 da 120Gb
ciascuno (configurazione RAID-0 su controller Promise)
- ASUS V9999 (nVidia GeForce6800 GT, 256Mb GDDR3)