Calibrazione
del monitor (utilizzo dei profili)
by Adriano
Gianni aka Adry
Sicuramente
una delle situazioni maggiormente fastidiose dedicata
al lavoro di un grafico (sia 2D che 3D) è quella
di lavorare per giorni (se non mesi) ad un bel lavoro,
spendere magari decine d'ore per i vari render, magari
una settimana intensa di post produzione con Photoshop
per raggiungere ottimi risultati visivi, colori praticamente
perfetti e poi al momento della stampa, sia essa casalinga
che tramite tipografia ritrovarsi con un risultato completamente
diverso da quello che avevamo visto nel nostro monitor.
Purtroppo questo problema è spesso causato
da un’errata calibrazione e “profilazione”
di quest'importante strumento. Il monitor mostra dei colori,
delle tonalità e dei contrasti che spesso la nostra
stampante non riesce correttamente a restituire.
L’argomento che andremo a trattare è
veramente molto complesso (ci sono interi libri dedicati
alla calibrazione del colore), quindi cercheremo di elencare
solamente dei passaggi standard utili se non a risultati
perfetti, almeno per ottenere stampe molto simili a quello
che vediamo nel nostro monitor.
Prima di cominciare vogliamo precisare che si possono
calibrare stampante, scanner, scheda video e monitor,
noi tuttavia tratteremo solo quest’ultimo per la
maggiore facilità dell’operazione.
Mentre ci limiteremo a utilizzare solamente un profilo
adatto per la stampante.
Tratteremo inoltre l’argomento sfruttando delle
soluzioni software standard come Adobe Gamma la piccola
utiliy presente nel pannello di controllo al momento dell’installazione
di Photoshop.
Naturalmente esistono programmi dedicati alla calibrazione
del colore, il cui costo si aggira intorno ai 250 Euro.
Inoltre potrete anche avvalervi di programmi di controllo
forniti con il monitor stesso (es: il piccolo software
Natural Color fornito con i monitor Samsung del quale
tratteremo).
Citiamo inoltre, la possibilità di avvalerci
di hardware dedicato, sfruttando apparecchi che facilitano
quest’operazione e soprattutto possono garantire
maggiori risultati, il nostro occhio, infatti, non sarà
mai preciso come un colorimetro, quindi se avete necessità
di una calibrazione di maggiore precisione vi consigliamo
di acquistare una soluzione di questo tipo. I prezzi di
questi apparecchi possono oscillare dai 250 ad oltre 1500
euro secondo i modelli e le vostre esigenze.
Ma ora partiamo:
Prima di tutto accendete il vostro PC e lasciatelo
scaldare per circa 20/30 minuti prima di cominciare, assicuratevi
di mantenere uno sfondo grigio neutro, questo sarà
fondamentale al momento della calibrazione per non ingannare
i nostri occhi.
Assicuratevi ci calibrare quest’apparecchio di mattino
con una bella luce uniforme (per dirla con i nostri termini
in global illumination!), evitate lampade e finestre alle
vostre spalle nel modo più assoluto, i riflessi
del sole renderebbero vane le regolazioni.
Mentre, se lavorate prevalentemente con luci artificiali,
regolate il monitor con il tipo d’illuminazione
utilizzato solitamente durante il vostro lavoro.
Quando il monitor, o meglio i suoi fosfori si saranno
scaldati, impostate il controllo del contrasto dell’apparecchio
al massimo livello.
Ora lanciate Adobe Gamma dal pannello di controllo, selezionate
la modalità “step by step” (immagine
1), cliccate quindi sul tasto next, vi apparirà
la seguente schermata visibile nell'immagine
2 nella casella evidenziata inserite il nome del vostro
monitor e una data del giorno in cui fate la calibrazione,
questo è importante perché il monitor va
regolato di base una volta ogni due settimane o almeno
una volta al mese!
Quindi fatta questa operazione cliccate sul tasto
next, apparirà di conseguenza la schermata visibile
nell'immagine
3 ora sempre con il contrasto al massimo portate la
luminosità al minimo, quindi lentamente aumentate
tale parametro fino a rendere visibile il quadrato grigio
posto all’interno del quadrato nero. Attenzione
che questo quadrato (quello grigio) sia solo appena visibile.
Quindi al minimo della sua visibilità fermatevi
con l’aumento della luminosità; cliccate
quindi next per proseguire.
A questo punto appare una schermata nella quale
Adobe Gamma cerca di capire che tipo di fosfori utilizza
in nostro apparecchio, nel caso sia stato installato il
dischetto con i driver del nostro apparecchio troverete
il nome nell’elenco assicuratevi quindi d’installare
i driver, in caso contrario optiamo per queste due soluzioni:
se disponete di un monitor Sony scegliete Trinitron (scelta
utile anche per certi modelli Philips Brillance) in caso
contrario utilizzate il profilo generico evidenziato nell'immagine
4 che si adatta alla maggior parte dei modelli.
NOTA: i tubi Trinitron s’identificano a colpo d’occhio
per le due caratteristiche linee di disturbo che li caratterizzano,
una in alto e una in basso, queste sottili righe distinguono
senza ombra di dubbio che il vostro monitor monta questo
genere di tubi catodici.
Scelto il vostro profilo cliccate next, apparirà
quindi la schermata visibile nell'immagine
5 assicuratevi che l’opzione “View single
gamma Only” sia spuntata, quindi (con molta pazienza)
spostando il cursore cercate di rendere il quadrato centrale
“fuso” con il resto del riquadro (lo so è
complesso!) cercate di compiere queste regolazioni con
minimi spostamenti del cursore, stando ad una distanza
dal monitor che vi permetta di non distinguere le sottili
righe anche oltre 2 metri. La regolazione perfetta dovrebbe
essere riconoscibile dal fatto che il quadrato grigio
non è più distinguibile dalle righette.
Quando sarete riusciti in questa ardua impresa non
cliccate ancora next, togliete invece il segno di spunta
dalla voce “View single gamma Only”, fatto
questo vi si presenterà la schermata visibile nella
immagine
6, ora con le medesime tecniche operate sui canali
RGB, cercate quindi di rendere indistinguibili i quadrati
rosso verde e blu con le medesime righe, operate sempre
ad una certa distanza e con piccolissimi aggiustamenti.
Eseguita la dissolvenza dei quadrati colorati cliccate
next.
Ora la schermata che vi si presenta immagine
7 è inerente alla temperatura del colore, impostiamo
il valore su 6500K, nel caso potete anche utilizzare valori
diversi, ma è la soluzione che maggiormente si
adatta, inoltre è presente un tasto con la voce
“measure”, che una volta selezionata presenta
una schermata nella quale cliccare per l’ok, quindi
lo schermo diventa nero con tre quadrati, quello centrale
riceve le vostre regolazioni; cliccando quello di sinistra
renderete più fredda la temperatura, mentre cliccando
su quello di destra più calda, regolatevi fino
a raggiungere un risultato che generi un grigio neutro
per il quadrato centrale.
Tuttavia, ribadiamo che, l’impostazione
dei 6500K è in ogni modo indicata per la maggior
parte dei casi.
Giunti a questo punto avete una regolazione del
vostro monitor che dovrebbe garantirvi una stampa simile
a quanto visibile a video.
Nota aggiuntiva:
Ora chi vi scrive, riporta il metodo da lui direttamente
utilizzato per ottenere risultati praticamente perfetti,
c’è però da dire che per le successive
operazioni è stato utilizzato il software Natural
Color della Samsung (abbinato al procedimento precedente
con Adobe Gamma). Il software è fornito con i monitor
Samsung però è applicabile anche per altri
modelli di marche diverse.
Test effettuati su modelli Philips Brillance hanno
dato risultati molto buoni.
Quindi se vi procurate questo software procedete come
di seguito, in caso contrario saltate la procedura descritta
e passate direttamente all'immagine
8.
Per prima cosa lanciate il programma in questione quindi
seguite le semplici istruzioni a video la procedura ricorderà
molto il processo appena descritto con Adobe Gamma, ma
con qualche facilitazione in più. Per prima cosa
selezionate il tipo di monitor CTR oppure LCD, quindi,
impostare le dimensioni dello schermo, luminosità
e contrasto seguendo le istruzioni riportate.
A questo punto selezionate il tipo d’illuminazione
nella quale lavorate solitamente cliccando dalle opzioni
disponibili quella che maggiormente si adatta al vostro
luogo, tipo d’illuminazione ecc… (il tutto
è rappresentato da delle comode illustrazioni),
fatto questo salvate il profilo iniziale.
Quindi, passate alle fasi successive che, come precedentemente
detto sono praticamente uguali a quelle di Adobe Gamma,
alla fine dei passaggi salvate quindi il vostro profilo.
Operate allo stesso modo per la sezione dedicata alla
stampante, creando e salvando successivamente un profilo
per essa.
NOTA: il profilo salvato in Natural Color per il monitor
sarà poi importato in Photoshop, questi profili
sono identificati come .icm e vengono salvati (come tutti
i profili ICC) nella cartella color di windows.
Ora che avete il profilo pronto (Con Natural Color,
Adobe Gamma o altro) è necessario importarlo in
Photoshop, lanciate quindi il programma e inseritelo (tramite
il comando load RGB) nella casella evidenziata nell'immagine
8.
Quindi se siete professionisti le regolazioni sono molteplici,
io che non sono professionista preferisco lasciare un’impostazione
come nella immagine
9.
Quindi passiamo al pannello della stampa, cliccate print
with preview (immagine
10) quindi selezionate la voce document evidenziata
dalla freccia, in questo modo il programma utilizza lo
spazio di colore RBG, in modo da stampare quello che effettivamente
si vede a video; la stampa partirà infatti dal
profilo RGB.
Quindi in base al modello della stampante selezionate
dall’elenco printer profile il vostro modello, ora
dalla immagine si nota che io utilizzo sRGB, che, come
vedremo in seguito utilizzo anche nelle impostazioni della
stampante stessa, questo perché essendo uno spazio
di colore più ristretto limita eventuali danni
(utile anche in casi di consegna del lavoro al tipografo
se non si è troppo esperti di questo settore).
E’ comunque possibile utilizzare il profilo generico
della vostra stampante, oppure quello ottenuto tramite
la sua calibrazione, personalmente in questo modo mi assicura
un perfetto risultato.
Lasciamo a voi la scelta di fare delle prove.
Una volta impostato questo parametro passate ad
attivare la voce relative colorimetric e spuntate Black
point compensation nel caso stampiate fotografie un po’
scure o immagini con zone di ombre marcate, questo modo
tende a rendere maggiormente visibili tali zone, disattivate
in caso contrario.
Ora cliccate print e regolate le impostazioni relative
alla vostra stampante, io personalmente utilizzo una Epson
(purtroppo non conosco altri modelli…) e spunto
la voce sRGB dal software di controllo immagine
11 in questo modo ottengo stampe identiche (nei limiti)
a quanto vedo a video.
Quindi aprite il pannello di controllo della stampante
e inserite alla voce Gestione colori il profilo sRGB come
si nota nell’immagine immagine
12 caricandolo cliccando il tasto aggiungi.
Passiamo ora alla scheda video, cliccate con il tasto
destro sul desktop, quindi proprietà/impostazioni/avanzate
quindi gestione colori immagine
13 caricate il profilo relativo al monitor.
Ora, se tutto è andato a buon fine quello
che vedete a video dovrebbe venire stampato correttamente,
niente colori e tinte predominanti, o colori diversi dal
previsto.
Solitamente gli errori più frequenti di un
monitor mal calibrato e un utilizzo errato dei profili
di colore causa stampe spesso troppo chiare e con contrasti
molto meno marcati dell’originale, oppure i toni
blu o rossi che predominano, o ancora difetti di vario
genere.
Nella immagine
14 si nota la differenza con e senza profilo attivato,
nell'immagine
15 un esempio molto più esplicativo, nella
prima immagine è stato utilizzato il profilo standard
di Photoshop, mentre per la seconda immagine abbiamo utilizzato
il profilo dedicato al nostro monitor, stampando poi il
tutto con le regolazioni di cui sopra dedicate alla stampante.
Nella speranza di aver aiutato almeno in parte
qualcuno, non mi resta che augurarvi buone stampe!
Ricordandovi che quanto scritto non è stato preparato
da un esperto del 2D e il relativo argomento ha dalla
sua, interi volumi dedicati, spesso vere e proprie “Bibbie”
del color management, prendete quindi come spunto quanto
scritto, ed eventualmente approfondite l’argomento
in modo molto più professionale di quanto non abbia
fatto io.